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Tragedia di Upega del 17 ottobre 1944 – Cerimonia di commemorazione

18 ottobre 2021

Commemorazione Upega 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROGRAMMA

Ore 10.00 – Raduno ad Upega delle rappresentanze partigiane e delle Autorità

Ore 10.15 – Saluti rappresentanti ISRECIm, A.N.P.I. e F.I.V.L.

Ore 10.30 – Deposizione corona al Cippo

Ore 10.45 – Orazione ufficiale tenuta dalla giornalista Donatella Alfonso

Ore 11.30 – Visita alle lapidi Carnino Superiore e Carnino Inferiore

 

Addio dell’ANPI Imperia a Francesco Brilla, figura storica della memoria antifascista nel ponente ligure

21 luglio 2021

A poche settimane dalla scomparsa della sua amata Santina ci ha lasciati Francesco Brilla, vicepresidente della sezione “Silvio Bonfante” di Imperia Oneglia, instancabile pilastro delle commemorazioni della battaglia di Montegrande e memorabile animatore del Museo della Resistenza di Carpasio, all’interno del quale incantava da diversi anni le scolaresche provenienti dagli istituti di tutta la provincia.

Per motivi anagrafici Brilla non fu mai un partigiano in prima persona ma la sua intera vita è stata incentrata sugli insegnamenti e i valori della Resistenza, sempre proiettata a tramandarne il ricordo alle nuove generazioni.

Francesco BrillaUgo Mela, presidente della sezione “Silvio Bonfante” di Imperia Oneglia, lo ricorda così:

Francesco ha vissuto sempre di pane e Resistenza. A contatto con i partigiani dai quali ha imparato il modo di ragionare e il suo essere fermo negli ideali, che lo hanno seguito per tutta la vita. Brilla aveva un carattere rude, molto coriaceo, ma allo stesso tempo era una di quelle persone che sotto la scorza di personaggio duro e scontroso aveva una generosità e una bontà d’animo ai massimi livelli. Queste caratteristiche gli hanno permesso di trasferire a tutti coloro che sono venuti in contatto con lui, compresi i giovani, quegli ideali che lo caratterizzavano.

Brilla era l’accompagnatore di giovani e meno giovani all’interno del Museo, nel quale raccontava la storia che sta dietro a quegli oggetti, fotografie e lettere che sono lì esposti. Un’opera di divulgazione che portava avanti con una passione e un calore capace di commuovere tutti. Nella semplicità con cui parlava emergeva la sua partecipazione profonda che lo legava a questi eventi e a queste storie. Brilla sapeva indicare cose di cui era a conoscenza solo chi aveva vissuto a contatto dei partigiani non durante la guerra, ma per tutta la vita.

Ripeto, Brilla era uno con un carattere duro e deciso che spesso ci ha anche portato allo scontro ma un conflitto nel quale ciascuno esprimeva la sua posizione, magari anche in termini molto decisi, e poi si trovava una sintesi. Ricordo che ancora dieci giorni fa avevamo avuto una discussione durante una riunione, al termine della quale mi si era subito avvicinato con la volontà di trovare una mediazione.

Noi siamo andati avanti vent’anni in questo modo: lui era vicepresidente della sezione, nonostante spesso gli abbia proposto di diventare il presidente, cosa che lui rifiutava. Brilla era dotato di più carisma di me, era conosciuto da più persone, aveva una passione e una conoscenza della Resistenza infinitamente superiori alle mie: nonostante mi fossi offerto di farmi comunque carico degli oneri burocratici che lui detestava, non c’è stato verso di convincerlo: infatti una delle sue caratteristiche era quella di rifiutare il protagonismo“.

Un ricordo di Franco Ghiglia a settantacinque anni dal suo assassinio

5 aprile 2020

Franco Ghiglia era nato ad Imperia il 18 aprile 1926. Fu impiccato dai tedeschi a Pontedassio il 5 aprile 1945. Il coraggio con cui affrontò la tortura e l’abnegazione con cui andò incontro alla propria morte gli valsero la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Era entrato giovanissimo nel Distaccamento “Walter Berio” della 4a Brigata Garibaldi della II Divisione “Felice Cascione“. Le sue imprese gli valsero il nome di battaglia di “Gigante“, ma una di queste (avvenuta l’8 gennaio 1945), gli fu fatale. “Gigante” e i suoi si erano scontrati con i nazifascisti nelle vicinanze di Costa d’Oneglia. Due tedeschi erano rimasti sul terreno e i partigiani, prima di allontanarsi, avevano sepolto i due caduti. A quello scontro seguì, dopo una settimana, un massiccio rastrellamento nella zona. Franco Ghiglia e i suoi riuscirono a sganciarsi, ma “Gigante” era stato raggiunto da un proiettile ad una gamba. Costretto all’immobilità e riparato con altri quattro patrioti in un fienile, il 7 marzo il giovane vi fu sorpreso dalle SS. Qualcuno si lasciò sfuggire dell’episodio di due mesi prima e per Ghiglia fu l’inizio tormentoso della fine. Condotto zoppicante, con un altro prigioniero, sul luogo dove erano stati sepolti i due militari tedeschi, “Gigante” e il suo compagno furono costretti a scavare e a riesumare le salme. Con i due corpi in decomposizione sulle spalle, i prigionieri dovettero trasportarli per chilometri sino a un cimitero. Qui, sfiniti e continuamente bastonati, i partigiani dovettero scavare due fosse e procedere ad una nuova inumazione. Ma per “Gigante” non era ancora finita: per tutta la notte il ragazzo fu torturato dal maresciallo delle SS Mayerling, per estorcergli i nomi dei capi partigiani e notizie sulla dislocazione del Comando. Non una parola uscì dalle labbra di Ghiglia che, all’indomani, fu portato in località Cava Rossa. Qui i tedeschi fissarono una corda ad un albero di ulivo e infilarono il collo di “Gigante” nel cappio. Il sottufficiale tedesco si avvicinò al giovane, promettendogli la grazia se avesse parlato. Il ragazzo – come ebbe poi a raccontare un suo compagno, fortunosamente salvatosi dalla forca – fece come un segno di assenso, ma quando il tedesco gli andò a ridosso per sentire che cosa avrebbe detto, Ghiglia gli sputò in faccia. Il cadavere del giovane partigiano fu lasciato penzolare per due giorni dall’ulivo. Dopo la Liberazione, a memoria del fatto, un cippo è stato eretto alla periferia di Castelvecchio di Santa Maria Maggiore, nel luogo dell’impiccagione.

Franco Ghiglia

Benvenuti su ANPI Imperia!

10 settembre 2018

Questo è il nuovo sito internet del comitato provinciale di Imperia dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Su queste pagine è possibile, fra l’altro:

  • ottenere informazioni aggiornate e puntuali sulle attività e sugli eventi organizzati dal comitato provinciale e dalle varie sezioni dell’associazione, sparse su tutto il territorio della provincia di Imperia;
  • approfondire le proprie conoscenze sulle eroiche gesta compiute dai nostri partigiani durante la lotta di liberazione dall’occupazione nazifascista;
  • reperire testi ed approfondimenti storici su fatti, avvenimenti e protagonisti della resistenza imperiese.